Collegno: alloggi per chi resta senza casa nell’ex Municipio.

Nell’ex Municipio alloggi per chi resta senza casa. Progetto sociale a Villa Guaita
Villa Guaita? Una social housing. Questo il progetto del Comune di Collegno. “Insomma, intendiamo prolungare il destino sociale della struttura – spiega il Sindaco Silvana Accossato -: Municipio fino al 1974, poi sede di associazioni e ora foresteria per emergenza abitativa”. Un’emergenza che ha numeri sempre più allarmanti. “Oggi sono 44 le persone in lista – ammette l’assessore Franco Tenivella – di cui 17 minorenni. Alla fine, tra quanti sono ospiti a Villa Guaita e coloro che riusciremo a collocare nelle nuove case di accoglienza in Viale Partigiani, scenderemo a 23 persone, di cui 10 minori”.
Ma i numeri che allarmano sono altri. “Da inizio anno precisa l’assessore – i disoccupati iscritti alle liste di collocamento sono passati da 2800 a 3800, ma restano fuori i quasi pensionati, i giovani e le donne che non sono iscritte. Insomma, altre 2 mila persone”. E il rischio crescita della richiesta di case è dietro l’angolo. “Con Villa Guaita – aggiunge il sindaco – vorremmo rispondere soprattutto alla domanda crescente da parte di mamme separate con bimbi e di papà divorziati”. La villa, con i suoi 750 metri quadrati, potrebbe diventare un punto di appoggio per diversi di loro.
“Piccoli alloggi per cittadini con grandi problemi”, ammette Accossato. Come è una parte di Villa Guaita da anni. “Noi abbiamo una dozzina di stanze su quasi 380 metri quadrati – precisa Pasquale Caruso, presidente dell’associazione Evergreen che gestisce la foresteria – e siamo lì ormai da una trentina d’anni. L’ultima convenzione è del 1997, durava 15 anni e scadeva a maggio: è stata rinnovata per un altro triennio”. Perché lui a 81 anni non se la sente di spingersi oltre, poi c’è il progetto di social housing che preme. “Abbiamo tenuto in vita una struttura che rischiava l’abbandono”, sostiene.
Nel futuro, c’è un ampliamento di questo progetto sociale. “Abbiamo cambiato la destinazione d’uso da sociale a residenziale non per vendere e fare cassa come dice qualcuno -, bensì per realizzare piccoli appartamenti da affittare a prezzi contenuti”. L’intento è trovare un socio privato che prenda in carico la Villa, la trasformi e la gestisca. “Abbiamo uno studio di fattibilità”, precisa Accossato. E le accuse arrivate dall’opposizione di affidamento clientelare all’associazione e la lettera anonima che parla di uso al limite del legale? “A me non è arrivato nessun esposto – conclude il sindaco – e siamo fieri di aver fornito negli anni questo punto di accoglienza, che ora puntiamo ad ampliare”.
Patrizio Romano
Tratto da LA STAMPA
Giovedì 27 settembre 2012

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