Collegno: i giovani non sono tutti da buttare!

I ragazzi si riprendono le piazze. Puliscono i giardini e tolgono i rifiuti per tornare a giocare e girare in bicicletta
C’è chi ha imparato ad andare in bicicletta, chi a verniciare una panchina pubblica rovinata dal tempo. Poi ci sono quelli che hanno finalmente scoperto a cosa serve la raccolta differenziata, quelli che hanno potato le siepi dal playground sotto casa. Tutto questo in soli tre mesi. Gli autori, sessanta ragazzi dai 14 ai 17 anni.
Il miracolo avviene a Collegno da giugno a settembre: si trattta dell’iniziativa “Piazza Ragazzabile”, ideata dal Progetto Collegno Giovani e gestita dalla cooperativa San Donato, che ha per sottotitolo l’ambizioso slogan “cantiere laboratorio di ecologia urbana”. “In pratica noi, appena finita la scuola, ci impegniamo tutte le mattine dal lunedì al venerdì a rendere “ragazzabile” la nostra città – racconta Enrico Di Girolamo, sedicenne – in cambio riceviamo le nuove amicizie che facciamo nel gruppo, e alla fine dell’estate abbiamo anche un rimborso spese”. A un patto però:

in città si gira in bicicletta. Si vanno a raccogliere le cartacce dai giardinetti. E si riqualificano i luoghi della città: “Per esempio mi sono ritrovato a pitturare dei giochi per bambini che io stesso avevo scritto tempo fa con i miei amici – racconta Andrea, appena 15 anni – ora ci penserò due volte prima di sporcare. C’è un lavoro non da poco dietro”.

Gli interventi, o meglio i cantieri-laboratori, sono capitanati da animatori e consulenti architetti, in una organizzazione pianificata con vari uffici comunali: “Ci spiegano prima dove andremo, come bisogna intervenire e come – spiega Renzo Bussu, 17 anni – poi indossiamo i nostri segni di riconoscimento, pettorina arancione, la ramazza e il pennello, e interveniamo”.
Sembra impossibile che a parlare sia un gruppo di adolescenti. “Eppure ogni anno raggiungiamo nuovi record di iscrizioni – sottolinea l’assessore Paolo Macagno – anche da città vicine”. Un’incredulità che contagi anche i cittadini adulti: “Spesso ci chiedono se siamo carcerati o lavoratori socialmente utili, altre volte ci hanno offerto del denaro – scherza Sara Romano, 17 anni – ma è capitato anche che si siano fermati con noi ad aiutarci”. Altri adulti però “non capiscono perchè lo facciamo – continua Simona Scalisi, da poco maggiorenne – e se li invitiamo ad aiutarci ci dicono che loro pagano le tasse, e che se hanno un problema vanno a lamentarsi in Comune. A loro avrebbe fatto bene masticare un po’ di Piazza Ragazzabile. Avrebbero capito che la città è di tutti”. L’esperienza è ormai al dodicesimo anno e anche altre città hanno chiesto di parlare ai giovani la stessa lingua di Piazza Ragazzabile: Grugliasco, la circoscrizione IV di Torino, fino ad arrivare alla provincia di Bergamo. “Non c’è gelosia nel serbare i progetti solo per la propria città – concludono dal Progetto Collegno Giovani – è bello condividere buone politiche come queste”.

Federica Vivarelli
Tratto da LA STAMPA
Lunedì 24 settembre 2012

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