Collegno per l’ambiente: il nostro comune aderisce al patto dei Sindaci

Circa un anno fa il comune di Collegno ha aderito all’iniziativa promossa dall’Unione Europea denominata Patto dei Sindaci. Questo accordo prevede che i primi cittadini dei comuni aderenti si impegnino attraverso l’adozione di politiche ambientali adeguate nella riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 20% rispetto ad un anno preso a riferimento (per Collegno sarà il 2005). Dalle dichiarazioni rese dalla nostra Sindaco Silvana Accostato sul semestrale “Collegno Informa” si evince che questo progetto, iniziato precisamente il 18 marzo 2010, rappresenta la continuità di alcune politiche intraprese dall’amministrazione collegnese, anche prima di aderire a questo patto europeo, sul tema della salvaguardia dell’ambiente. Una serie di obiettivi alla portata del comune, che potranno essere raggiunti e addirittura superati dallo stesso, adottando una serie di misure illustrate all’interno del PAES (Piano di azione per l’energia sostenibile). Il documento è stato già trasmesso all’UE nel Marzo appena trascorso ed è stato realizzato dall’amministrazione comunale grazie al lavoro del settore Urbanistica, dal settore Ambiente, dal settore Lavori Pubblici e Sportello energie Terre dell’Ovest oltre che alla collaborazione della Provincia di Torino e la consulenza tecnico-scentifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia s.r.l. Andando ad analizzare i dati si scoprono cose, a mio avviso , particolarmente interessanti: nel 2005, anno preso come riferimento dall’amministrazione comunale, si è registrato che all’interno del territorio collegnese sono state emesse 285.300 tonnellate di Co2. Di queste il 33,9% si devono ai trasporti, il 29,7% all’ambito residenziale, il 20,9% a gli stabilimenti industriali presenti sul territorio e il 14% delle emissioni si devono invece al terziario. Numeri alla mano, in seguito all’adesione del progetto, si dovrà eseguire una riduzione di 57.060 tonnellate. Come fare?

 Uno strumento particolarmente importante è senza dubbio l’allegato energetico-ambientale al regolamento edilizio. Il raggiungimento degli obiettivi che sono presenti all’interno del Patto dei Sindaci sarà possibile anche grazie ad interventi che abbiano come destinatari l’edilizia privata e la mobilità. Nel concreto cosa significa? Collegno è dotata dal luglio del 2009 dell’allegato energetico-ambientale che affianca il regolamento edilizio imponendo ai costruttori edili standard molto rigidi nella costruzione immobiliare. L’allegato impone vincoli che sono stati giudicati da Lega Ambiente come “i migliori di tutto il Nord Italia per la loro severità”e, secondo il mio punto di vista, non poteva essere diversamente. Lo sviluppo di una nuova concezione di costruzioni edili in Italia passa ovviamente dall’imposizione di vincoli molto severi ai costruttori. Sotto questo aspetto penso sia importante riflettere su alcuni numeri che pongono a confronto i consumi energetici degli edifici in Italia, in Svezia e in Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno! Se l’Italia si allineasse agli standard svedesi il riscaldamento degli ambienti nel nostro paese scenderebbe dal 30 al 4% degli attuali consumi energetici. Se ci limitassimo agli standard tedeschi si ridurrebbe a circa il 12%. Da notare che la Germania e ancor più la Svezia sono molto più a nord, con temperature invernali molto più basse e consumi più elevati e, quindi, le stime del 4% e del 12 % sarebbero più basse. Come sostiene l’Assessore alla Città Sostenibile, Barbara Martina, si è avviata una proficua collaborazione con i costruttori edili che hanno operato a Collegno dal 2009 ad oggi. In questo lasso di tempo sono stati realizzati sul territorio Collegnese immobili di classe A utilizzando fonti energetiche alternative come la geotermia, il fotovoltaico ed il solare termico. Inoltre non sono da dimenticare i numerosi interventi migliorativi che sono stati adottati su edifici già esistenti, come l’installazione di pannelli fotovoltaici, la sostituzione di infissi e le coibentazioni. Tutti questi interventi hanno come obiettivo primario la riduzione di domanda energetica negli edifici e l’allegato energetico, per quanto attiene soprattutto le nuove costruzioni, ha come obiettivo primario quello di incentivare i costruttori che, qual’ora dovessero superare gli standard richiesti, potrebbero giovare di alcuni vantaggi come la riduzione degli oneri di urbanizzazione o come l’incremento dell’indice edificatorio per gli interventi urbanistici di nuova previsione. Altra importante innovazione che contribuirà alla riduzione di CO2 è il teleriscaldamento. La rete è già presente in alcune zone della città è al momento in costruzione ad opera della società Sei Energi S.p.a. Grazie al teleriscaldamento si riuscirà a convogliare, attraverso una rete interrata di tubazioni, acqua calda proveniente da una centrale di produzione permettendo così l’eliminazione delle caldaie condominiali.

 Si profilano all’orizzonte anche importanti provvedimenti nel settore industriale e nel settore pubblico. Un abbassamento delle emissioni di Co2 ovviamente non può prescindere da una serie di provvedimenti ambientali mirati da destinare a questi ambiti. Dal punto di vista del settore industriale molte aziende stanno migrando verso l’area del PIP di nuova realizzazione e soprattutto ecologicamente attrezzata che, peraltro, sarà raggiunta anche dal teleriscaldamento. Per quanto attiene al settore pubblico, ovviamente tutti i vincoli e i limiti a cui si devono attenere i privati saranno validi anche nel settore pubblico. Rappresentano un esempio in questo senso la progressiva sostituzione delle lampade a basso consumo per l’illuminazione pubblica, gli impianti semaforici che utilizzeranno la tecnologia a Led, gli accorgimenti adottati all’interno degli edifici comunali (coibentazione, sostituzione di serramenti ecc), la realizzazione di numerosi impianti fotovoltaici nelle scuole, l’ampliamento delle piste ciclabili, e il potenziamento dei bike e car sharing. Importanti innovazioni si registrano anche sul piano della mobilità e dei trasporti, lo testimonia il PUT (Piano urbano del traffico) che costituisce uno strumento tecnico-amministrativo finalizzato in primo luogo a migliorare le condizioni della circolazione (la costruzione del ponte sulla Dora è un esempio in questo senso)e della sicurezza stradale, ma anche a ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico e a contenere i consumi energetici. Il primo livello di progettazione del PUT è il Piano Generale del Traffico Urbano che indica le linee guida per la realizzazione di interventi volti a migliorare la mobilità pedonale e la circolazione dei veicoli privati, oltre che la riorganizzazione del trasporto pubblico locale e la ridefinizione delle aree di sosta. Una riduzione delle emissioni di CO2 passa anche inevitabilmente da una maggiore incentivazione all’uso del trasporto pubblico con una conseguente diminuzione dell’uso dei veicoli privati. I provvedimenti che verranno presi in tal senso sono: l’ampliamento delle zone a traffico limitato, una progressiva sostituzione dei mezzi più obsoleti adibiti al trasporto pubblico, gli incentivi per l’installazione degli impianti GPL e a Metano e l’ideazione di una nuova “navetta circolare” che migliorerà notevolmente il trasporto locale pubblico.

Gianluca Treccarichi

(Fonte “Collegno Informa” I° Semestre 2011)


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