Je suis Charlie

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La violenza perderà sempre contro la libertà

 

In questi ultimi giorni del 2014 e nei primi del 2015, due attacchi sono stati portati alle sedi del PD in provincia di Torino: alla sede di Pinerolo e alla sede della vicina Alpignano. Due raid vandalici ad opera per ora di ignoti, senza conseguenze gravi se non i danni alle cose. Il Segretario provinciale del PD di Torino Fabrizio Morri ha dichiarato: “Ci rifiutiamo di considerare “normale” che le sedi di una forza politica possano impunemente essere fatte oggetto di continui atti di teppismo politico.”

La violenza non è mai una valida risposta. La violenza perderà sempre contro la libertà. 

Non è perciò fuori luogo accostare questi e altri atti vili, seppur minimi a confronto, con quanto di orribile è avvenuto oggi, 7 gennaio 2015 a Parigi, contro il giornale Charlie Hebdo. “Un attentato terribile che scuote le coscienze e gli animi dell’Europa. Esprimiamo solidarietà ai giornalisti, alle famiglie delle vittime e a tutto il popolo francese. Quanto avvenuto oggi non c’entra nulla con la religione: è un atto terroristico barbaro e violento. Colpire la libertà di stampa e di espressione significa minare le basi della democrazia e della tolleranza. Sono convinto che su questo terreno l’Europa e il mondo civile combatteranno una battaglia comune a difesa della pace e contro il terrore”. Così Enzo Amendola, responsabile Esteri del partito Democratico.

Non esiste religione al mondo che giustifichi questo operato: è la solita distorsione che il totalitarismo opera per darsi dignità di fronte al caos. Povertà, criminalmente mantenuta; ignoranza, puntualmente indottrinata; violenza, quotidianamente resa semplice e banalizzata. Questi sono i nemici. La religione è una crosta di vernice che non regge neppure ad un alito di fiato: soffiamola via dal discorso. Occorre mettere in luce chi paga queste azioni, chi le progetta, chi realmente trae guadagno da queste dinamiche.

Non è una questione di razza o popolo o nazione. Uno dei due poliziotti barbaramente trucidati si chiamava Ahmed e serviva, da poliziotto, il suo Paese. Da un lato ci sono i barbari assassini feroci, dall’altro, tutti gli altri nessuno escluso.

Continuiamo a rispondere con le nostre uniche “armi”: pace, dialogo, inclusione, educazione, buona politica per il bene comune.

 

– Tratto da www.pdcollegno.it –


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