La Regione Piemonte e la lenta agonia dei consorzi socio assistenziali……

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 28 Maggio ho assistito ad un interessante incontro che aveva come tema centrale le infinite liste d’attesa per l’accesso ai servizi socio-sanitari che molti Piemontesi, purtroppo non autosufficienti, sono costretti a sopportare a causa dei tagli che la Regione Piemonte ha attuato su tutto il sistema sanitario e nello specifico sui consorzi socio assistenziali. “Qual’è la situazione di quest’ultimi?”, chiedeva il consigliere regionale Mauro Laus all’inizio del suo intervento. La risposta è scontata: si trovano in una condizione di equilibrio molto precario. Per essere molto concisi: è intervenuta una normativa nazionale, la quale afferma che i consorzi di funzione e quindi i consorzi socio-assistenziali devono essere chiusi. Ma di chi sono le responsabilità di questa decisione? Ogni problema infatti non esiste per caso…ma ha delle origini. In questo caso il responsabile non può che essere il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota il quale, con tutta la sua giunta, sta varando giorno dopo giorno provvedimenti che stanno mettendo progressivamente in ginocchio il sistema sanitario. Per capire perché é sufficiente farsi una prima domanda: le risorse per la sanità da dove partono? In breve le risorse vengono assegnate ad ogni Regione tramite la Conferenza Stato-Regioni. Quindi è proprio qui che si decide quanto destinare alla Regione Piemonte. Sarà poi quest’ultima a distribuire nelle varie voci del suo bilancio questa somma di denaro. Il consigliere regionale Mauro Laus non ha fatto altro che chiedere in Consiglio Regionale: 1)quanto ha ricevuto il Piemonte dello Stato 2)di questa cifra, quanto si è destinato alla sanità? La risposta di Cota qual’è stata? NON LO SO!!!! Diventa difficile crederlo…. così come diventa difficile credere che non sanno che le liste d’attesa hanno raggiunto dimensioni impressionanti (si parla di oltre 30.000 persone in lista d’attesa…). Ma chi ci dice che questi numeri siano davvero così imponenti? Ci sono delle associazioni che ci lavorano dietro, questa è la cosa drammatica, delle associazioni!!!! Sono proprio queste ultime che cercano di far suonare campanelli d’allarme per attirare l’attenzione di chi ci governa. Ma come dice un saggio proverbio, non c’è più sordo… .  Non si capiscono quali sono le priorità di questa giunta: sapere che una di queste è istituire un fondo per i non autosufficienti, quando di fatto questo fondo era già stato inventato da Prodi qualche anno fa (poi oggi non abbiamo la base e pensiamo ad istituire un fondo? Mah..), o vedere che l’unica cosa di cui ci si preoccupa è istituire il bonus bebè (8 milioni) è sconcertante. Ed è anche sconcertante sapere che la maggioranza in Regione si vanta di aver risparmiato oltre 100 milioni nella sanità da quando è al governo. Bisognerebbe ricordare a questi soggetti che 30.000 persone in attesa, possono anche equivalere a 260 milioni non spesi: ma il punto è che non si risparmia non dando i servizi!!!!

E’ in questo modo che si crea dissenso e soprattutto è in questo modo che la gente si stanca delle prese in giro della politica… ecco perché il consenso intorno al Movimento a 5 Stelle è in continuo aumento. Trovo incredibile la testimonianza dell’Assessore alla salute del Comune di Nichelino, Carmen Bonino, che oltre essere Assessore è un medico di base. Nel suo intervento, oltre a ricordare che il periodo storico che stiamo attraversando non ci aiuta, ricorda anche che esiste la sentenza 1607 del 2011 la quale ricorda che non è possibile tagliare le misure sanitarie di base sostenendo che ci si trova in un periodo economico di scarsità di risorse. Il comune di Nichelino, essendo un comune responsabile, lo sa bene e quindi cerca di tagliare altre spese, così come stanno facendo altri comuni della cintura torinese e non solo, per mettere al primo posto l’aspetto assistenziale. Quello che trovo assurdo è sapere che un medico di base, come lo è appunto Carmen Bonino, debba essere valutato ogni tre mesi sulla base della spesa sanitaria che ingenera conteggiando le scatole di medicinale che lei prescrive. Qui si considera la salute delle persone come una mera voce di bilancio. Ma è tanto difficile capire che, se oggi non prescrivo un farmaco ad un soggetto che magari non ha proprio esattamente i valori (spaccati al millesimo) che vengono richiesti per usufruire della prescrizione con le spese a carico della mutua, domani questo paziente si aggraverà? E se si aggraverà finirà giustamente in ospedale con una spesa maggiore da sostenere per il servizio sanitario. Quindi in realtà se proprio vogliamo fare i conti si risparmia solo nel breve periodo, ma sul lungo ci si perde alla grande. O forse si spera che questo malato, proprio perché colpevole di essere tale, magari passi a miglior vita prima di arrivare all’ospedale? Ah, dimenticavo…..tanto all’ospedale non ci sono i posti letto, perché stiamo tagliando anche quelli….. quindi è inutile che arrivi all’ospedale…forse la logica è questa………..

 


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