NON SONO SICURO DI ESSERE UN VISIONARIO…

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In seguito alla notizia divulgata dai telegiornali e dai quotidiani sul tema dell’aggressione a Daisy Osakue, secondo cui alla base di tale gesto non ci sarebbero stati motivi di natura razzista, sui social, ma a dire il vero anche su alcune testate online, ho notato che molti si preoccupano di sottolineare come tale questione sia stato un incredibile autogol per il Partito Democratico, colpevole, con tutti i suoi rappresentanti a tutti i livelli, di aver fatto tanto baccano per nulla.  

Allora è tutto in ordine… possiamo stare sereni, se chi ha compiuto tale gesto ci rassicura di non averlo fatto per motivi di razzismo………………………va tutto bene. Inoltre come “aggravante” ai danni del Partito Democratico, udite udite, ci sarebbe da annoverare il fatto che tra gli autori della bravata ci sarebbe il figlio di un Consigliere Comunale del PD e peggio ancora, anche la vittima Daisy è iscritta al PD. Io sarei tentato di pensare che in realtà è stato tutto organizzato dal Partito Democratico, e non mi sorprenderebbe se qualche giornaletto iniziasse a sostenere anche questa tesi pur di vendere qualche copia in più. Cosa c’è di meglio che creare un pò di allarme tra i complottisti cronici? Hanno già provveduto a scavare nella privata di Daisy pur di screditare la sua posizione, parlando degli errori commessi dal padre in passato, che poi cosa c’entrasse ancora non l’ho ancora capito. Ma è evidente il motivo il gossip piace, il gossip vende. 

Tutte queste ragioni quindi dovrebbero servire a farci stare tranquilli e a pensare che in realtà non c’è alcun problema di razzismo dilagante nel nostro paese da tre mesi a questa parte…………………..e  che è tutta una pura finzione di quei buontemponi del Partito Democratico, e non solo, che continuamente strumentalizzano le bravate di questo o di quel gruppetto di ragazzi nel nostro paese pur di gridare allo scandalo del razzismo. 

Intanto il due agosto scorso a Pistoia si è verificato un altro caso di aggressione razziale a carico di un ragazzo originario del Gambia, il quale è stato aggredito da due tredicenni (TREDICENNI!!!!) che nella tarda serata di quel
giorno non avevano nulla di meglio da fare che sparare addosso ad un ragazzo di 24 anni con una scacciacani. Una volta presi cosa pensate abbiano dichiarato alle Forze dell’Ordine? Che “…era un atto goliardico….e il razzismo non c’entra” come un ritornello, come quello recitato per il caso di Moncalieri. Come chi ha sparato dal balcone ad una bambina Rom di tre anni, in fondo “solo perché voleva provare la sua pistola ad aria compressa….”, e come dargli torto, no?

Questa frasetta dell’atto goliardico ormai viene utilizzata in base alle necessità, quando serve, quasi a voler tranquillizzare tutti, come se fosse un jolly da giocare quando si è in difficoltà. Eppure se ascoltate l’intervista del ragazzo gambiano descrive chiaramente la scena e cosa dicevano i ragazzi mentre gli sparavano. Ma siamo nell’epoca in cui tutto è messo in discussione e non si crede più a nulla o meglio si decide di credere a ciò che ci fa più comodo, perché sostiene le nostre convinzioni o magari perché ci fa stare più tranquilli.

Ebbene, io tranquillo proprio non riesco a stare. Anche se sento dire che il razzismo in questi atti non c’entra nulla. Come ho già scritto, chi pone in essere questi atti vale quel che vale come persona, sicuramente ha dei problemi e personalmente, non mi sentirei di escludere che tra questi non abbia quello del razzismo. Poi è ovvio che una volta preso dichiari che il razzismo non c’entra nulla nell’atto idiota che ha posto in essere. Non mi sorprenderebbe infatti che detta persona, tra le sue “qualità” si dimostrasse anche codarda… Ecco perché ha senso mantenere la Legge Mancino, perché i reati come le aggressioni si pagano, se sono poi a sfondo razziale, si pagano di più. Proprio su questo punto mi piacerebbe capire: egregio Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, possibile che in questo momento, non ha trovato nulla di meglio da fare che addirittura dichiarare a La Stampa il 4 agosto scorso, in modo provocatorio, che sarebbe utile abrogare la Legge Mancino? Avevamo bisogno ancora delle provocazioni, mi chiedo? Non basta il livello di tensione sociale senza precedenti che stiamo vivendo? No, evidentemente non basta. Ma come ho scritto in altri post su questo diario, evidentemente la strategia ormai è chiara: si cerca di creare il problema del “diverso, dello straniero”, facendo leva sul risentimento e sull’ignoranza delle persone e ci si presenta a gli italiani come la cura a questo gravissimo cancro da estirpare.

Personalmente continuo a pensare che chi ha ruoli di così grande rilievo istituzionale debba invece, al contrario, provare ad abbassare il livello di tensione in una società. Ma sono opinioni diverse e magari è proprio per questo che sono di un altro schieramento politico.

Ad ogni modo, sono felice per Daisy che ha raggiunto la finale nella sua disciplina alla faccia di chi nei giorni scorsi sui social ha scritto addirittura che non l’avrebbe nemmeno voluta vedere in tv con la maglia della nostra nazionale. Brava Daisy, spero tu possa raggiungere un altro grande risultato per la NOSTRA ITALIA.

 

Gianluca Treccarichi


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