La discarica Barricalla: un esempio a livello nazionale.

BARRICALLA

 

Il cinque giugno scorso l’ufficio ambiente dell’amministrazione comunale, ha organizzato per tutti i componenti del Consiglio Comunale una visita alla discarica Baricalla. Sempre nella giornata del cinque di giugno l’amministrazione comunale ha organizzato l’open day della discarica, questo per permettere a chiunque ti poter accedere al sito per meglio comprenderne il funzionamento.

Barricalla, è una discarica di rifiuti industriali speciali di seconda categoria (tipo C). E’ di proprietà per il 30% di Finpiemonte Partecipazioni S.p.a. e per il 70% di due soci privati, Sereco Piemonte S.p.a e Ambinethesis S.p.a. ciascuna con il 35% delle quote societarie. Questi soggetti oltre a dover rispettare ad oggi, tutti gli obblighi di legge connessi allo smaltimento, hanno anche l’obbligo di gestire il sito della discarica per i trent’anni successivi alla sua dismissione. La discarica è operativa dalla fine degli anni 80, più precisamente dal 1988 e aveva ricevuto in prima istanza l’autorizzazione dalla Regione Piemonte a smaltire 100.000 metri quadrati di rifiuti. Successivamente questa autorizzazione sarà ampliata fino a 1.250.000 metri quadrati. In un primo momento in molti guardavano a questa discarica con particolare sospetto, ma con il tempo e grazie ai progressivi successi ottenuti, anche gli scettici si sono dovuti convincere. Barricalla rappresenta un esempio a livello nazionale. E’ una discarica unica in Piemonte e appartiene ad una cerchia molto ristretta di discariche davvero valide e funzionanti in tutta Italia. I motivi del suo successo sono da ricercare innanzitutto sulle tecniche di smaltimento utilizzate, sui controlli giornalieri  attuati, da sempre capillari e puntuali e sul fatto che la stessa ha sempre mantenuto un metodo di gestione trasparente, aperto a tutti. Tutto ciò ha fatto si che la discarica oltre ad essere un esempio a livello nazionale per le buone pratiche adottate sia anche un oggetto di studio per molte università che ne studiano il modello organizzativo ed operativo. Nel 99% dei casi nel processo di smaltimento il sito produce un residuo non inquinante per l’ambiente e ciò permette che la discarica possa avere anche una valenza positiva da un punto di vista economico. Operare con questa percentuale di successo fa si che molti rifiuti, provenienti anche da alcune zone come la Terra dei Fuochi, vengano destinati qui, dove vengono smaltiti come la legge prevede e salvaguardando il rispetto per l’ambiente. Tutto ciò ha ovviamente anche una valenza economica in quanto, smaltire sul nostro territorio significa non sostenere costi aggiuntivi per lo smaltimento dei rifiuti in altri stati. Barricalla è ad esempio una delle poche discariche in grado di ricevere amianto in matrice friabile e di smaltirlo in sicurezza, particolare da non sottovalutare.

E allora perché non nascono altre Barricalla? la ragione è semplice, non sempre il territorio e la popolazione ivi residente risponde in modo positivo all’installazione di questi nuovi siti. Oltretutto non si ci si deve dimenticare che per far si che nascano tali siti è necessario la presenza di imprenditori intenzionati ad investire e di amministrazioni comunali in grado di promuovere questo processo di sviluppo. Tutte componenti necessarie che a Collegno ci sono state in passato e continuano ad esserci oggi. L’unicità di Barricalla e il fatto che venga considerata un’eccellenza nel settore non può che essere motivo di orgoglio per l’amministrazione comunale che si augura di continuare questa proficua collaborazione. Come lo stesso nostro assessore all’ambiente Enrico Manfredi, ha affermato “se ci fossero più Barricalla forse ci sarebbero meno Terre dei Fuochi”. Qui di seguiti vi riporto il link del sito web della discarica, buona lettura.