Notizie dal Parlamento: Newsletter 123 On. Umberto D’Ottavio

Cosa ci possiamo aspettare dalla legge di stabilità?

Entro la prossima settimana il Governo presenterà la sua proposta di legge di stabilità per il 2016 e già da tempo la discussione sui possibili contenuti è in corso. Ha cominciato lo stesso presidente Renzi annunciando l’eliminazione per tutti dell’IMU prima casa, della TASI, dell’IMU agricola e anche dell’IRAP agricola, suscitando le ovvie reazioni pro e contro. Ma un dato risulta evidente: si può finalmente parlare di ripresa e, quindi, anche di redistribuzione.

I segnali di questa inversione sono nella ripresa del PIL, finalmente sul calo della disoccupazione e sull’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato. Dati importanti, ma non ancora privi di incognite. La crescita in Italia rimane più bassa della media europea, l’economia globale sta rallentando e ci sono ancora troppi fattori di rischio.

Anche per questo va salutata positivamente l’idea di una manovra espansiva per sostenere la ripresa e per cominciare a risalire di fronte ad una eredità pesantissima che la crisi ci lascia: – 8,9% del PIL, raddoppio della disoccupazione dal 6,1 al 12,7 e aumento della povertà assoluta, il 6,8 dei cittadini.

Da qui bisogna partire, mettere al primo posto la lotta alla povertà individuando forme economiche di inclusione così come è importante continuare a rendere più conveniente il lavoro stabile.

Ci sarà quindi uno scontro oggettivo per l’individuazione delle priorità e la logica vorrebbe una certa turnazione nel sostegno. Per questo insisto sull’importanza di un intervento che permetta l’uscita dal lavoro alle persone che si sono di colpo viste prolungare di molto la loro vita lavorativa prima della messa a riposo. Un provvedimento in questo senso ha il doppio effetto anche sull’ingresso di giovani nei posti lasciati liberi e,quindi, dare un colpo significativo, insieme con la ripresa produttiva, a quella percentuale di disoccupazione giovanile davvero intollerabile.

Penso che bisogna darsi da fare in questo senso e abbiamo bisogno che ci si faccia sentire. Solo così l’azione parlamentare che si metterà in campo potrà avere più margini di successo.

On.Umberto D’Ottavio

Newsletter 123 del 10 ottobre 2015 

 

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