INIZIA LA FESTA DELL’UNITA’ 2018 !!!

 

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Ieri sera abbiamo dato inizio alla Festa dell’Unità 2018. Ci ha fatto piacere condividere con tutti coloro che hanno deciso di trascorrere la serata con noi questo inizio di una festa che vuole essere un punto di ripartenza per il nostro partito. Ringrazio, in queste poche righe, il Segretario Metropolitano Mimmo Carretta e il responsabile degli Enti Locali e componente della Segreteria Provinciale del PD Raffaele Gallo per essere intervenuti durante la serata, oltre che ovviamente il nostro Sindaco, Francesco Casciano

Come ho sostenuto nel mio intervento di apertura della serata, penso sia utile riflettere su due parole: FESTA e UNITA’. Alcuni ci chiedono, “ma perché fare una festa? Cosa c’è da festeggiare?”. Ebbene, dopo il 4 marzo certamente per noi, tutto è cambiato, il risultato elettorale non ci ha premiato, anzi…ci deve essere utile per fare una profonda autocritica su ciò che evidentemente non ha funzionato, su ciò che evidentemente abbiamo sbagliato. Ma dopo le analisi sulla sconfitta ritengo sia doveroso ricominciare, ripartire insieme perché è indubbio che da questo momento in poi per noi la strada sarà lunga e in salita. Quindi, quale occasione migliore di una festa per ripartire? E’ proprio durante questi momenti, infatti, che possono essere creati quei luoghi di incontro tra noi e tra noi e i cittadini per creare l’aggregazione e il dialogo di cui abbiamo bisogno. Durante queste dieci serate avremo infatti l’occasione di affrontare temi diversi, dal lavoro, al sociale, passando per lo sviluppo economico e infrastrutturale del nostro territorio.

L’altra parola UNITA’ è una parola che a molti del nostro partito sembra quasi sembrare un termine stonato o peggio da usare con cautela. A mio giudizio non dovrebbe essere così. A noi l’unità ci ha sempre caratterizzato sin dall’ottobre 2007, momento in cui diverse forze del centro sinistra si unirono aderendo convintamente al progetto del Partito Democratico. Erano forze di natura diversa, che affrontavano gli stessi problemi da prospettive diverse apparentemente lontane, eppure riuscivano a trovare una sintesi. Oggi invece sembra che il nostro partito non pensi ad altro che dividersi in correnti e correntine, atteggiamento che se protratto nel tempo ci porterebbe non solo alla fine del nostro partito, ma anche al naufragare di un progetto politico. A questo proposito mi sorprende la miopia di alcuni nostri dirigenti nazionali, nel non capire che c’è un tempo e un’opportunità per ogni cosa, c’è un tempo per parlare e un tempo per tacere, c’è il momento del confronto e c’è il momento in cui si deve decidere… c’è un luogo in cui può esserci uno scontro tra i componenti del partito e un luogo in cui quello scontro non deve essere portato in scena…..

Finché non si avrà di nuovo la volontà di creare un dialogo costruttivo all’interno del nostro partito tendente a creare e non a distruggere rimarremo in questo fastidioso immobilismo, finché non verranno messi da parte atteggiamenti persecutori  da “caccia all’uomo”, rancori o inutili personalismi non torneremo ad essere il Partito Democratico che eravamo, movimento politico in cui ho sempre creduto e continuo a credere. 

 

Gianluca Treccarichi

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