Lavoro: 7 giovani assunti dopo i tirocini formativi a Collegno

Cari lettori vi riporto un interessante articolo tratto dal sito  “Torino Today” del 03/11/2011.

“Sette persone hanno trovato un posto di lavoro in seguito ad un tirocinio formativo in un’azienda per giovani appena diplomati e laureati: sei assunzioni a tempo determinato e una a tempo indeterminato. Il progetto ‘Investi nel lavoro’, promosso dall’amministrazione comunale di Collegno (Torino) in collaborazione col centro per l’impiego di Rivoli e la Provincia di Torino, si è rivelato un successo. Dei nove tirocini di sei mesi previsti, otto si sono già conclusi, mentre la nona candidata lo ha iniziato a settembre 2011 perché ha prima terminato il conseguimento della laurea magistrale in Francia. Tutte le aziende coinvolte hanno dichiarato la disponibilità ad ospitare futuri tirocinanti. “Siamo molto soddisfatti – dichiara il sindaco di Collegno, Silvana Accossato – dei risultati raggiunti da questo progetto. In tempi difficili come questi, dove iniziare un percorso lavorativo concreto per tanti giovani è spesso una chimera, siamo riusciti a dare una speranza e una concreta opportunità a questi ragazzi” (Ansa)“

 

Penso sia opportuno anche dare seguito ad un importante proposta fatta da una lettrice, Gerry Di Masi, proprio su questo articolo e che vi riporto testualmente. La ritengo una proposta molto costruttiva che andrebbe a risolvere il problema di molti studenti laureati o diplomati che siano, i quali, una volta terminato il loro percorso di studi cercano di introdursi nel mondo del lavoro e proprio a tal fine intraprendono alcuni stage formativi. Quest’ultimi si concludono molte volte in modo assolutamente poco proficuo per lo stagista che viene spesso assegnato a compiti di fatto poco utili per la sua formazione pratica che poi sarebbe lo scopo primario dello stage. Una volta concluso lo stesso per molti stagisti si ha la sensazione di aver fatto un buco nell’acqua: si è appreso poco e nulla e non si è riusciti ad ottenere un contratto di lavoro. Con questa proposta si potrebbe effettivamente andare a ridurre questi rischi.

 

“Brava Sindaco, un’iniziativa, la Sua che occorrerebbe attuare, ove fosse possibile su larga scala, coinvolgendo più aziende. Sono un consulente industriale, e quindi ho occasione spesso di discutere con degli  imprenditori. Anche se oggi le assunzioni paiono diventate un tabù per larga parte delle imprese, c’è tuttavia chi sarebbe disposto se non ad assumere, dato il momento, perlomeno a inserire dei giovani per fare dei tirocini. Questo servirebbe, almeno a mio parere ha fornire a giovani inesperti, una visione della realtà lavorativa, facendogli comprendere, toccando con mano, la differenza tra quello che apprendono sui banchi di scuola e/o all’università, con il mondo del lavoro e  come questa sia al momento  abissale.  Gelmini permettendo. Ritengo, se mi permette un suggerimento. Forse occorrerebbe anche creare a fianco d’iniziative intelligenti come la Sua, un organismo di controllo per seguire come sono impiegati in azienda gli stagisti.  Onde evitare che siano adibiti, gratis, alla fotocopiatrice. Usanza molto in auge mi creda… Inoltre, alla fine dello stage, per quelli eventualmente non assunti, far rilasciare all’azienda un curriculum motivato. Sarebbe un’arma in più da spendere per questi giovani, non crede? Molto cordialmente.
P.S. Un’organismo di controllo i cui membri offrano gratuitamente la loro opera. Non dovrebbe  essere difficile reperirli”

 
Gianluca Treccarichi
 
(Fonte Torino Today del 03/11/2011)
 
 
 

Il recupero della “Certosa Reale”

 

Leggendo alcuni quotidiani locali ho appreso un’importante notizia per il nostro comune, una notizia che a mio avviso è da considerare una grande conquista. Sono nato a Collegno e fin da bambino ho corso e giocato all’interno del nostro meraviglioso parco dedicato al Generale “Alberto Dalla Chiesa”. Ad essere sincero, a quei tempi non facevo molto caso a tutti gli edifici che si trovavano all’interno del parco. Come tutti i bambini, infatti, specialmente durante il periodo estivo, una volta arrivato insieme ai miei amici nei meravigliosi spazi verdi che da sempre il nostro meraviglioso parco ci offre, pensavo solo a correre dietro al pallone. Crescendo, ovviamente, messo da parte il pallone e i giochi in favore di qualche passeggiata in più tra i viali alberati del parco, mi iniziavo a chiedere cosa fossero e a cosa servissero i vecchi edifici che mi circondavano. Ricordo con piacere alcune passeggiate proprio all’interno del parco, con i miei genitori, e ricordo mio padre che durante alcune domeniche autunnali, mi spiegava, lui che li ci lavorava, a cosa servivano un tempo quegli edifici e la loro storia. Col tempo ho capito il valore di ciò che abbiamo a Collegno: senza dubbio un parco che ci è invidiato da molti comuni a noi vicini, motivo di orgoglio per tutte le famiglie collegnesi. Personalmente è stato grande motivo di soddisfazione leggere in alcuni periodici collegnesi, che lo scorso 11 maggio 2011 la giunta comunale ha approvato il progetto preliminare che prevede il restauro dei porticati e dei chiostri della Certosa Reale. La deliberazione è una diretta conseguenza dell’atto di intenti finalizzato a “valorizzare e recuperare, mantenere e razionalizzare l’uso del complesso della Certosa di Collegno ” già sottoscritto il 20 gennaio 2010 dall’allora Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, dalla nostra Sindaco Silvana Accossato e dal Direttore Generale dell’Asl TO3 Giorgio Rabino. L’intera struttura, in seguito alla delibera, sarà infatti restaurata attraverso interventi di pregio con l’obiettivo di far recuperare alla stessa gli antichi splendori. La città di Collegno recupera non solo un bene dall’indubbio valore artistico ma anche simbolico, essendo la Certosa Reale il simbolo della nostra città. La struttura è di proprietà dell’Asl ma lo stesso comune di Collegno con questo intervento, che comporterà una spesa di un milione e seicentomila euro, ha versato una parte dei 4 milioni di euro che si è impegnata a versare all’Asl per acquisire nel patrimonio comunale altri edifici che di fatto già utilizza in comodato d’uso, come il Padiglione 4, attuale sede del Museo della Città, la Casa del Priore e la Lavanderia a Vapore, ad oggi noto centro di eccellenza della danza. Gli accordi prevedono che lo stesso Comune si farà carico anche della gestione degli spazi verdi, come il Parco e gli spazi interni ai chiostri. La Regione Piemonte, da parte sua ha assunto l’impegno di restaurare la facciata monumentale del Portale dello Juvarra, la Chiesa e il Sacello dei Cavalieri dell’Ordine Superiore della Santissima Annunziata (detto anche “Ossario dell’Ordine Supremo”) e la sala di rappresentanza conosciuta come “Aula Hospitalis”.  L’ASL TO3 si impegnerà nel presentare alla Regione un programma di interventi pluriennali di manutenzione straordinaria relativamente ai beni di propria competenza, da inserire nel programma di investimenti di edilizia sanitaria.

Ancora complimenti a quest’amministrazione che dimostra, ancora una volta, le sue capacità di intervento sul territorio, realizzando qualcosa di davvero importante per la nostra comunità sia dal punto di vista simbolico che dal punto di vista artistico. Inoltre, il fatto che l’intervento verrà realizzato in un periodo così delicato dal punto di vista economico, conferisce ancora più importanza al progetto stesso.

Gianluca Treccarichi

Collegno: la nostra città

 

Si trova su di un terreno di origine alluvionale, tra Torino ad est e Rivoli ad ovest, al termine della Val di Susa, ed a pochi chilometri dalle Alpi, alle pendici del Monte Musinè.

Collegno nasce duemila anni fa al tempo dei romani come stazione di posta (mansio) a cinque miglia da Torino, lungo la via del Moncenisio per la Francia, la località anticamente era appunto chiamata con il nome di Ad Quintum. Si trovano ancora oggi, nei basamenti della attuale Chiesa San Massimo i resti della chiesa protoromanica di allora, ed una raccolta di oggetti archeologici di età romana reperiti sul territorio comunale sono oggi custoditi presso il Museo di Antichità di Torino.

Nel periodo di dominazione Longobarda, come rinvenuto durante gli scavi per la metropolitana, nell’area dell’attuale Campo Volo si trovava un piccolo insediamento longobardo ed una necropoli; successivamente nell’alto medioevo lo sviluppo urbanistico del villaggio, abbandonata la mansio e passate le invasioni barbariche, subì il processo di accastellamento comune all’alto medioevo piemontese, e così il villaggio si concentrò intorno al Castello costruito intorno all’anno mille su un’altura scavata da un’ansa della Dora Riparia; resiste ad oggi di quel manufatto una torre a pianta quadrata, mentre il resto dell’edificio è un pregevole palazzo di gusto barocco stratificato su diversi ampliamenti e rimaneggiamenti successivi a demolizioni e ricostruzioni eseguite nel corso dei secoli.

Il territorio di Collegno è prevalentemente pianeggiante, ed è solcato dal fiume Dora Riparia nel tratto terminale del suo percorso.La fascia territoriale compresa tra le due sponde del fiume è oggi parte integrante del Parco Agronaturale della Dora, che la Città di Collegno condivide con i comuni di Alpignano, Pianezza e Torino. Questa area protetta è in parte un relitto boschivo planiziale, ed in parte terreno agricolo; è qui interessante notare la parcellizzazione dei terreni, suddivisi in lotti delimitati dalle cosiddette “bealere” ovvero i canali di irrigazione che prendono acqua dalla Dora stessa per l’irrigazione delle colture. Le bealere, hanno una antichissima origine che deriva dal basso medioevo.

In tempi moderni Collegno si espanse lungo l’asse di Corso Francia. Tale espansione è stata favorita anche dalla presenza di diversi insediamenti industriali, prevalentemente tessili e siderurgici, che qui si erano insediati.

È emblematico a tale proposito il caso delle manifatture del Villaggio Leumann. Questo insediamento industriale e residenziale fu progettato e realizzato ex novo lungo Corso Francia, agli inizi del ‘900, dal magnate svizzero Napoleone Leumann che qui costruì, in collaborazione con l’architetto Pietro Fenoglio un villaggio operaio con chiesa, stazione, convitto delle operaie, mense, scuole ed altre attrezzature al servizio della comunità. Questo è un caso unico in Italia, insieme ad uno analogo presso Como, di realizzazione urbana secondo i criteri sociali dell’architettura internazionale della Città Giardino, a pianta ortogonale e villette bi-trifamiliari per le residenze di chiaro gusto nordeuropeo e servizi in loco per gli utenti che erano i dipendenti dell’attiguo cotonificio. L’espansione urbanistica ebbe un’accelerazione nel corso degli anni ’60 del Novecento e l’edificato arrivò a fondersi con quello torinese. La porzione di territorio comunale oggi più densamente abitata è il quartiere Borgata Paradiso che ospita diverse costruzioni edili recenti e si sviluppa prevalentemente nell’area attigua all’asse di corso Francia lungo il quale non c’è oggi soluzione di continuità tra Collegno e la vicina Torino.

Per sapere cosa visitare nella nostra città e per reperire ulteriori informazioni sulla stessa consultare il sito del comune di Collegno nella seguente sezione http://www.comune.collegno.to.it/citta/storia-tradizioni.html