LA LOTTA AI NUOVI FASCISMI CONTINUA.

Ieri, sabato 23 ottobre, ho partecipato al diciassettesimo congresso dell’ANPI di Collegno. Ho raccolto con entusiasmo l’invito a partecipare a questo importante momento associativo ed ho portato con piacere i saluti del PD di Collegno.

Penso che un congresso sia sempre un momento importante per un’associazione o un gruppo che è accomunato da delle idee. E’ uno dei momenti, se non il momento principale, in cui si riflette, si ragiona insieme e si condividono percorsi per realizzare obiettivi, per dare risposte concrete non solo a degli iscritti ma a tutti coloro che condividono i valori che sono alla base di un’associazione. E’ il momento in cui si prendono anche decisioni programmatiche e in cui si decidono democraticamente ruoli e responsabilità.

Per il Partito Democratico di Collegno, l’ANPI non è un’associazione comune, questo è ovvio, ma l’associazione custode di alcuni valori fondanti che riteniamo non solo di condividere ma che costituiscono il nostro DNA e ci orientano nelle scelte politiche di tutti i giorni. Il valore della costituzione e di tutti quei principi che la stessa porta con sé, il valore storico dei principi della resistenza, la lotta ai nuovi fascismi e più in generale a tutte quelle forme di discriminazione, sono sono alcuni dei temi che insieme formano la base fondante su cui poggia l’ideologia del nostro partito. 

Ritengo che mai come in questo periodo sia rilevante parlare di quanto è importante il lavoro di ciascuno nel consolidare questi valori che molto spesso riteniamo essere cosa scontata. Non è così e per capirlo è sufficiente aprire un qualsiasi giornale o ascoltare un qualsiasi notiziario: purtroppo fenomeni di violenza squadrista e comportamenti che fanno riferimento ad un inequivocabile retaggio, stanno diventando ogni giorno sempre più attuali. Purtroppo mi duole constatare che l’assist affinché questi fenomeni si realizzino arriva purtroppo da una parte dal mondo politico, dove anche qui purtroppo sempre più spesso, vengono sdoganati certi atteggiamenti e certe espressioni verbali e i risultati, nell’epoca in cui la diffusione delle notizie avviene alla velocità di un click, sono facilmente prevedibili.

Viviamo in un’epoca dove Internet ha reso tutto “verosimilmente vero, quasi vero”. Alcuni stanno perdendo sempre più la capacità di discernere tra ciò che è vero e ciò che non lo è. Non troppo tempo fa l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante un’intervista affermò che internet “nella nostra epoca ha reso tutto vero e tutto falso” e quindi è facile immaginare come chi ha intenzione di impegnarsi per l’affermazione della realtà dei fatti ha la necessità di fare il doppio della fatica, mettendoci il doppio dell’impegno. Per creare un confine netto tra la verità e la menzogna, serve che ciascuno di noi si faccia carico, in parte del proprio pezzo di responsabilità, e indipendentemente dai ruoli, dell’onere di spiegare la differenza tra la verità e la menzogna, l’artefazione, la strumentalizzazione.

Se in un Consiglio Comunale, alcuni consiglieri decidono di votare alzando la mano davanti a loro estendendola a 45°, è evidente a mio giudizio cosa stiano facendo e se tutto ciò viene verificato, con la forza della verità, deve essere punito secondo le norme in vigore. Non deve e non può diventare qualcos’altro. Così come quando ogni giorno vediamo verificarsi atti di razzismo e di violenza, questi non devono essere spiegati o interpretati. La spiegazione è già nelle parole o nei gesti che hanno un significato netto ed inequivocabile. 

Ecco, in questo penso che abbia un’importanza irrinunciabile l’impegno di ciascuno nella valorizzazione della memoria e nella lotta contemporanea ai nuovi fascismi. Nella volontà ferma e continua di raccontare la verità. Non solo a livello istituzionale, dove anche a livello politico locale creiamo sempre nuove azioni per sottolineare a quali valori ci ispiriamo, ma anche nelle scelte che ciascuno di noi fa nel proprio mondo ogni giorno, combattendo con anima e corpo un’ideologia che è stata consegnata alla storia e li deve rimanere. 

“Sciogliamo i partiti fascisti”, questa è una delle azioni politiche che il partito democratico insieme all’ANPI sta portando avanti in tutte le sedi politiche dal nazionale al locale. Anche qui a Collegno il Partito Democratico insieme agli amici di Collegno Bene Comune, ha preparato sul tema una mozione che verrà discussa nel prossimo ordine del giorno del Consiglio Comunale. 

Non è la prima e non sarà l’ultima iniziativa che insieme porteremo avanti poiché entrambi ci rivediamo nelle parole dell’ex presidente Partigiano Sandro Pertini, il quale parlando di democrazia in una famosa intervista, alla domanda del giornalista che gli chiedeva se tra le ideologie politiche rispettava democraticamente anche l’ideologia fascista, egli rispose “No, poiché quella non era un’ideologia politica in quanto mancava del rispetto del principio fondamentale che è alla base di ogni pensiero politico, la democrazia”. Continuiamo a lavorare in questa direzione, c’è molto da fare.

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